Ginecomastia: riduzione del seno maschile

La riduzione del seno per gli uomini è un intervento di chirurgia estetica sempre più conosciuto e richiesto dai pazienti di tutte le età che hanno la tendenza ad accumulare grasso nei pettorali provocando grandi disagi. Questo problema è chiamato ginecomastia e in questo articolo spieghiamo come possiamo ridurre rapidamente i pettorali.
Prima di optare per un intervento chirurgico per ridurre il seno maschile dobbiamo valutare personalmente il caso per determinare la causa del problema. A volte un problema medico, un farmaco con estrogeni o l’uso di steroidi può causare un aumento del seno indesiderato, e semplicemente eliminando il suo consumo il problema si risolve in breve tempo.
Ora, se la fonte del problema è l’accumulo di depositi grassi o ingrossamento patologico nelle ghiandole mammarie, l’unica soluzione efficace è sottoporsi ad intervento chirurgico per ridurre le dimensioni della ghiandola mammaria 0 per aspirare il grasso. È davvero difficile perdere grasso corporeo attraverso esercizi specifici e una dieta sana.
Al giorno d’oggi il seno grosso maschile è un problema estetico comune negli uomini di tutte le età, tuttavia è raro sentire parlare dell’argomento. La verità è che più della metà degli uomini adulti sarebbe un buon candidato per la ginecomastia.

Intervento per la riduzione dei pettorali maschili

La chirurgia estetica che permette di ridurre il seno maschile può prevedere: liposuzione che aspira il grasso accumulato nel tempo, la rimozione del tessuto ghiandolare mammario per ripristinare dimensioni normali e, se necessario, rimozione della pelle in eccesso.
L’operazione di ginecomastia è un intervento di breve durata, circa 30+40 minuti e richiede piccole incisioni ai margini dell’areola, ottenendo quindi cicatrici poco visibili. I primi giorni dopo l’operazione è possibile provare qualche disagio che si può alleviare con l’assunzione di analgesici, mentre in meno di una settimana si potrà tornare alle normali attività. Il risultato finale è apprezzabile dopo circa 2/3 settimane.
La riduzione dei pettorali maschili, la ginecomastia, se eseguito da uno specialista in chirurgia plastica, raramente ha complicanze.

Foto prima e dopo ginecomastia

Chirurgia addominale: addominoplastica

La chirurgia addominale, chiamata anche addominoplastica, è una tecnica chirurgica che elimina l’eccesso di adipe e grasso correggendone la flaccidità. Grazie a questo intervento chirurgico la circonferenza della vita viene ridotta e l’addome risulta appiattito.
Per capire meglio questa tecnica, potremmo dire che si compone di tre fasi: prima viene asportata la pelle in eccesso, poi si lavora sui muscoli retti addominali ed infine una liposuzione per rimuovere il grasso in eccesso.
Durante la visita specialistica viene valutato lo stato di salute generale del paziente, prestando particolare attenzione al peso corporeo, all’accumulo di grasso nell’addome e alla tonicità della pelle. Quindi viene consigliata la procedura più appropriata per ottenere il miglior risultato possibile.

Come avviene l’intervento di addominoplastica?

L’addominoplastica viene eseguita in una sala operatoria, o comunque in una struttura attrezzata e a norma. In genere, l’intervento viene eseguito in regime di day surgery con anestesia locale più sedazione, evitando quindi tutti i disagi dell’anestesia totale. La procedura chirurgica prevede una lunga incisione nella zona addominale, fatta da un lato all’altro dell’anca, appena sopra il pube, facilmente nascondibile da un semplice slip. Inoltre una seconda incisione viene fatta intorno all’ombelico, per poterla separare dai tessuti circostanti.
Dopo aver rimosso l’eccesso di pelle e di grasso, avviene il ripristino dei muscoli retti addominali, che nella maggior parte dei casi si indeboliscono. In questo modo possiamo rendere piatto l’addome ed eseguire anche una liposuzione delle aree in cui vi è un accumulo di grasso.

Post operatorio dell’addominoplastica

L’addominoplastica appartiene alla categoria degli interventi di chirurgia plastica più importanti perché necessita un considerevole impegno chirurgico coinvolgendo una vasta area di tessuto cutaneo. Il rientro alle normali attività è previsto dopo tre settimane. Durante le prime giornate l’area trattata apparirà gonfia e dolorante, ma si potrà tenere sotto controllo con l’assunzione di antidolorifici prescritti dal chirurgo plastico. L’attività fisica e gli sforzi addominali potranno essere ripresi solamente dopo aver sentito il parere del chirurgo, in modo da evitare di interferire con il processo di guarigione. Gli esiti cicatriziali dell’addominoplastica necessitano di un tempo piuttosto lungo per sbiadire e normalizzarsi. La cicatrice residua delle incisioni addominali è una specie di larga U tra le spine iliache; bisogna comunque tener presente che se l’intervento è stato svolto in maniera corretta, può essere facilmente occultata dalla biancheria intima.

Domande frequenti sull’addominoplastica

Con l’addominoplastica vengono eliminate anche le smagliature?

Con l’addominoplastica è prevista la rimozione di pelle dalla regione sotto ombelicale. Quindi tutti gli inestetismi, tra cui le eventuali smagliature, che si sono formati in questa zona devono essere per forza rimossi. Va sottolineato che il fine principale dell’addominoplastica non è la rimozione delle smagliature, le quali possono essere trattate con la microchirurgia.

Quanto durano i risultati dell’addominoplastica?

Gli esiti dell’addominoplastica durano nel tempo. Questa parte del corpo è comunque “colpita” da variazioni di peso e stile di vita, quindi è fondamentale cercare di mantenere una corretta alimentazione e fare attività sportiva.

Con l’intervento di addominoplastica possono essere tonificati anche i muscoli?

Tramite le incisioni dell’addominoplastica, il chirurgo plastico può accedere alla zona dei muscoli retti addominali. Per questo motivo l’operazione  può avere come obiettivo anche il riavvicinamento alla linea mediana i muscoli che hanno subito diastasi o ernia causati da gravidanze o forti dimagrimenti.

Risultati del trapianto capelli

Esiti della chirurgia tricologica: Ricorrendo a strutture e istituti specializzati sarà possibile godere di un esito destinato a restare nel tempo e idoneo a appagare i desideri del paziente. È un processo chirurgico in grado di conseguire un effetto decisivo. È ipotizzabile però che sia necessario , con il trascorrere degli anni , fare miglioramenti anche se l’innesto abbia effetto efficacemente sulla calvizie non può fermare ciò che la determina, ovvero l’alopecia androgenetica, è così probabile che essa possa manifestarsi in altre zone non precedentemente trattate.

Con le più recenti tecniche operatorie denominae FUE (Follicular Unit Extraction), si trapiantano un numero molto superiore di unità follicolari e queste vengono impiantate con uno schema ad alta densità che permette di ottenere una consistenza analoga a quella naturale. Gli impianti vengono inoltre concepiti inserendoli con una inclinazione e direzione coerente con le zone limitrofi.

Si ricorda che i follicoli trapiantati sono geneticamente resistenti all’influsso negativo degli androgeni. Infatti il testosterone e il diidrotestosterone non disattivano i follicoli trapiantati e quindi il risultato ottenuto deve essere ritenuto permanente e definitivo. Ovviamente i capelli nativi possono cadere nel tempo perché rimangono sensibili agli androgeni.

Effetti indesiderati

L’innesto di bulbi piliferi è un trattamento di chirurgia e come tale è soggetto a effetti collaterali come il verificarsi di cicatrici anche di grandi dimensioni, esito negativo collegato alla mancanza di vitalità dei follicoli impiantati e ed effetti finali inadeguati.

Tali effetti indesiderabili possono essere evitati indirizzandosi a professionalità altamente specializzate, facendo attenzione a non arrendersi alle illusioni di una scontistica che nulla ha a che vedere con la professionalità. Detto ciò l’alopecia androgenetica è alla base di un’atrofizzazione dei bulbi capilliferi graduale. Questo evoluzione della caduta di capelli è in grado, negli anni successivi, di interferire con le risultanze dell’impianto ecco perché potrebbe risultare utile avvalersi di trattamenti specifici , anche prodotti farmaceutici , o ricorrere ad un nuovo trapianto.

Quanto costa un trapianto dei capelli?

Un trapianto di capelli non può avere un costo predeterminato visto che il costo conclusivo nasce dalla presenza di molte parti . Parliamo degli elementi personali che per questo variano e che devono essere valutati per ogni trapianto, per esempio l’estensione della parte su cui intervenire, l’esito ricercato, della concentrazione di capelli richiesta . Non devono essere in più sottovalutati la parcella del chirurgo e della clinica a cui ci si indirizza. È possibile tuttavia apprendere sommariamente i prezzi di questo genere di operazione che verranno elencati in un range di minimo e massimo. La prossima tabella include non esclusivamente il trattamento dei capelli ma anche quello di sopracciglia, barba e peli pubici.

Costo trapianto di capelli 3.000 € 5.000 €
Costo trapianto di capelli megaseduta* 5.000 € 7.000 €
Costo correzione di un vecchio trapianto “ad isole” 2.000 € 6.000 €
Costo trapianto della barba 1.000 € 5.000 €
Costo trapianto delle sopracciglia 1.000 € 3.000 €
Costo trapianto dei peli del pube 1.000 € 3.000 €

*Trattamento che effettua l’inserimento di un minimo di ottomila bulbi piliferi.

La tabella riporta solo cifre utili a dare un’indicazione orientativa.

Il costo di un intervento di chirurgia tricologica può risultare oneroso, ma è opportuno considerare che la maggior parte delle strutture sanitarie che offre questo tipo di procedimento offra pagamenti rateizzati, con opzioni di prestito presentate nelle strutture sanitarie stesse.

I prezzi del trapianto dei capelli sono molto diversi all’estero. Ci sono alcuni Paesi dove l’intervento è molto più costoso come ad esempio la Germania e l’Inghilterra. Ci sono altri dove il trapianto costa molto meno come la Turchia e l’Albania. La domanda è se siano in qualche maniera comparabili oppure si tratti di servizi completamente diversi. Senza dover fare ingiustificati campanilismi, possiamo certamente affermare che in Italia gli standard sanitari sono correttamente elevati, al pari o in maniera superiore ai Paesi più cari. Certamente i Paesi Low cost hanno standard minori ma questo comunque non può essere generalizzato.

Il trapianto capelli è sempre più di moda

Aumenta la voglia di una capigliatura forte e folta, espressione di una figura piacente e giovanile. Una moda che posiziona il trattamento chirurgico tricologico fra gli interventi di chirurgia estetica maggiormente richiesti anche grazie alla grande utilizzazione nel mondo dello show biz. Attori, cantanti, presentatori, agli inizi o all’apice della carriera, che si propongono al pubblico dall’oggi al domani con zazzere improvvisamente folte.

A permettere il riottenimento di una zazzera leonina è una tecnica di trapianto sempre più efficace e una offerta estesa che ha consentito l’abbassamento del prezzo . Si possono reperire addirittura opzioni tutto incluso e pacchetti low cost che consigliano spostamenti in altre nazioni per riottenere i capelli ormai caduti. Prima di oltrepassare la frontiera inseguendo una chimera a prezzo esageratamente basso è però necessario meditare attentamente e prestare molta attenzione. Principalmente è opportuno prendere in considerazione che si deve affrontare un’operazione di tipo chirurgico che richiede una rigida serie di azioni prima e dopo il procedimento, che necessita di anestesia locale e che per offrire esiti apprezzabili e durevoli deve essere praticato da un chirurgo bravo. Ecco perché è giusto diffidare delle occasioni che presentano una scontistica eccessiva, e se la lusinga è alta è bene cercare indicazioni dettagliate prima di cedere.

Solo un intervento chirurgico di impianto dei capelli ben fatto saprà far regredire la mancanza di capelli con conseguenze esteticamente apprezzabili e durevoli. Solo un intervento chirurgico realizzato con competenza può risparmiarvi dal manifestarsi di effetti collaterali come infezioni, cicatrici indesiderate ed effetto toupet.

In molti hanno presenziato alla perdita inarrestabile dei propri capelli offrendo spiate malinconiche alle immagini fotografiche del passato. Oggi grazie all’ l’intervento di trapianto dei capelli – o addirittura dei propri capelli – è possibile contrastare l’alopecia androgenetica assieme alla perdita di capelli abbinata senza che sia necessario l’utilizzo di parrucchini e innesti di ciocche artificiali ( pratica questa elevatamente imprudente a causa gravi complicazioni).

La calvizie – con le più recenti tecniche di chirurgia tricologica – stanno progressivamente scomparendo. Oggi sono possibili interventi di 4000 o più unità follicolari con risultati davvero sorprendenti. E’ il costo? Il trapianto capelli costa molto meno oggi rispetto a 5 anni fa! Tutto merito della concorrenza!

Perché i prezzi degli interventi variano?

Basta navigare un po’ tra i vari siti di chirurgia estetica per capire che i prezzi possono variare da chirurgo a chirurgo e da centro a centro anche in maniera estremamente marcata. Se poi allarghiamo la ricerca all’estero possiamo verificare che in alcuni paesi la chirurgia estetica è molto più costosa che in Italia e che in molti altri i prezzi sono molto più bassi. In Svizzera i costi sono più alti che in Italia. Nella penisola è costi sono più alti che in Grecia, ecc…

I costi della chirurgia plastica sono determinati da una serie di variabili, come il costo dei materiali sanitari impiegati, i costi di gestione della struttura chirurgica e degli strumenti chirurgici, il personale medico, paramedico e amministrativo e infine la parcella professionale del chirurgo estetico. Molto determinante sono l’estensione dell’ area del corpo da trattare, il grado di severità dell’ inestetismo e il tipo di risultato desiderato dal paziente. I costi degli interventi chirurgici estetici sono quindi passibili di variazioni ampie che in rilevante misura sono legata al paziente stesso.

Nel caso della mastoplastica additiva, il tipo e marca d’impianto mammario scelto può incidere sul costo dell’intervento in maniera sostanziale. Nel caso della liposuzione la tecnica impiegata, la entità del rimodellamento e l’estensione dell’area da trattare sono determinanti del costo. Nel caso della rinoplastica il tipo d’inestetismo da correggere è molto importante. Una semplice gobbeta al naso costa meno che la correzione del naso deviato con interessamento del setto nasale.

Nella scelta del chirurgo estetico al quale affidare il proprio aspetto si deve considerare anche il prezzo ma guai a decidere in base al solo fattore economico. A volte è meglio spendere un po’ di più ma operarsi solo una volta che risparmiare e correre il rischio di dover correggere l’intervento per non parlare delle possibili complicanze.

 

Peli, cellulite e rughe

In cima alla classifica fra gli inestetismi più detestati dalle donne ci sono rughe, peluria e cellulite. I più odiati e temuti, proprio quelli che non ci danno tregua e con i quali combattiamo tutti i giorni una guerra di bellezza, con tutti i mezzi possibili. E’ ciò che emerge da una ricerca condotta dal Centro Studi Guam su un campione di 1.000 donne di tra i 18 e i 50 anni. La famosa buccia d’arancia che tormenta le italiane, con il 75% dei voti, vince la gara. Ma come combatterla? In certi casi esercizio fisico, creme e trattamenti vari, non sono sufficienti.
Mentre il 45% dell’universo femminile è afflitto dall’insorgere delle rughe e quindi dell’invecchiamento. Cosa dire poi della peluria: il 39% sono schiave di rasoi e cerette e trattamenti di fotoepilazione e luce pulsata. Non arrivate sul podio, ma sempre detestate sono le antiestetiche smagliature; il 35% delle donne è colpito dall’inestetismo e per sconfiggerlo si destreggia fra creme miracolose e trattamenti nei centri estetici.
Poi problemi come pancia gonfia e “maniglie dell’amore”, colpiscono il 25 e il 22 per cento delle italiane, costrette a vestirsi con abiti per niente sexy in maniera tale da nascondere tutto, a bere litri di tisane depurative e a spalmarsi tonnellate di crema su tutto il corpo. La perdita dei capelli è un altro problema che affligge la donna. Il 10% ne soffre e vive con enorme disagio il problema. Macchie scure sulla pelle, si piazzano con il 7%, seguite da brufoli e occhiaie, un inestetismo che riguarda il 5% delle donne, soprattutto in giovane età.

Faq: Botulino e iperidrosi

È vero che il botox è usato anche per sudare meno?

Sì. La tossina botulinica purificata (conosciuta come Botox, ma in Italia commercializzata con il nome di Vistabex) è da anni impiegata anche in campo medico, e solo recentemente in campo estetico. La tossina è in grado di bloccare il catalizzatore chimico chiamato acetilcolina, quindi, mentre per il viso limita l’eccessiva contrazione dei muscoli (eliminando le rughe mimiche e distendendo i tratti), iniettata sulle zone problematiche, limita l’attività delle ghiandole sudoripare. Il botulino tratta con successo e senza controindicazioni l’eccessiva sudorazione (iperidrosi) delle ascelle, delle mani, dei piedi e di altre zone senza danneggiare le ghiandole. Le infiltrazioni sono ripetibili nel tempo e hanno una durata di circa 6 mesi.

Faq: Labbra rifatte

Perché le labbra rifatte sono così gonfie?

Non tutte le “labbra rifatte” risultano eccessivamente gonfie e artefatte. Questo dipende dal tipo di procedura impiegata per aumentare il volume del vermiglio. Attualmente, si stanno via via abbandonando gli impianti in silicone e le infiltrazioni permanenti (che davano rigidità ed effetti collaterali come cisti), a favore di filler riassorbibili o semipermanenti, più tollerati dall’organismo e soprattutto più naturali e morbidi nel risultato.

Faq: Chirurgia estetica all’ estero

Cosa si rischia in un intervento di chirurgia estetica fatto all’estero?

Ogni intervento di chirurgia estetica va pensato, programmato e disegnato con cura e ponderatezza dal chirurgo e dal paziente. Si deve ricordare che il chirurgo è poi colui che tiene controllato il decorso post operatorio dell’intervento, e periodicamente ne valuta l’esito, anche a distanza di anni. Fare il cosiddetto turismo della bellezza, con viaggio e chirurgia compresi, è sempre un rischio ai danni del paziente. Quali saranno le garanzie offerte sui materiali impiegati (visto che la normativa potrebbe non essere così a tutela della salute come in Italia)? E sul piano igienico? Nessuna garanzia anche sull’aspetto fondamentale di tutta la chirurgia estetica: la professionalità e l’esperienza del chirurgo plastico….